Il bene Comune: dalla Mitech alla politica passando per Matteo

Matteo Biancardi ha 40 anni ed è un veterano dell’azienda, ci lavora infatti dal 2008, l’anno successivo alla sua nascita. Dopo la laurea in Ingegneria Informatica a Brescia, invia un curriculum alla Mitech perché, nella caotica fase in cui ci si guarda in giro e si leggono i numerosi annunci, capisce che proprio lì vorrebbe andare.

  • Posso chiederti perché?

MB – Volevo lavorare qui perché la Mitech non era un cliente finale e io desideravo fare consulenza diretta conoscendo diverse realtà aziendali, nei settori più vari. Mi pareva più stimolante, meno abitudinario.

  • Ci sei riuscito? Intendo a non annoiarti.

MB – Direi proprio di sì anche perché la Mitech è un’azienda dove ti è sempre richiesto di “pensare”, sembrerà banale ma in realtà l’alienazione di molti lavori viene proprio da una tale ripetitività per cui non devi nemmeno più pensare a quello che devi fare e sviluppi quegli automatismi che, pur rendendo il lavoro meno faticoso, lo riducono anche a una palude di monotonia. Pensare nel campo informatico significa analizzare i progetti, creare soluzioni per i problemi che il cliente ti pone, andare a fondo rispetto al concetto e alla necessità di efficienza, far emergere proprio l’aspetto intellettuale del lavoro. Muoversi su diversi settori, dovendo risolvere problemi sempre nuovi, ti mantiene anche flessibile e pronto a imparare cose che non conosci, a inventare e reinventarti.

  • A proposito di reinventarsi, nel 2012 hai deciso di provare l’esperienza politica…

MB – Sì, nel 2012 ho deciso di candidarmi all’interno di una lista civica eterogenea che aveva un progetto e una visione per l’amministrazione del mio Comune che condividevo pienamente; chiaramente avevo anche voglia di capire come potesse essere utile il mio bagaglio di conoscenze informatiche al vivere di un cittadino. Abbiamo preso diverse preferenze e sono diventato il vicesindaco di Goito, ho ricoperto quel ruolo per cinque anni e dal 2017 sono invece assessore all’ambiente e allo sviluppo tecnologico. Ovviamente ho potuto farlo perché Allegretti (patron della Mitech) mi ha permesso di ottenere un part-time verticale, l’ha fatto perché ha capito che questo ruolo poteva essere una risorsa creativa anche per l’azienda, spesso infatti abbiamo studiato insieme al team dei colleghi delle soluzioni finalizzate a migliorare la vita del cittadino aumentando anche le nostre competenze di consulenti nella complessa e peculiare area dei servizi pubblici.

  • Mi fai un esempio di soluzioni “create” da Mitech per la vita del cittadino?

MB – Per esempio, da una serie di informazioni capillari da me mutuate dall’esperienza in Comune, abbiamo studiato la creazione di una piattaforma per la raccolta differenziata che potremo proporre ai diversi Comuni.

  • Quali sono i problemi dell’informatizzazione dei Comuni? Il concetto di Smart City si realizza sempre in modo positivo?

MB – L’entusiasmo che accompagna determinati concetti come quello di Smart City  deriva talvolta da un esagerato ottimismo nei confronti di tutto ciò che si marchia del concetto di “innovazione tecnologica”, in realtà bisogna capire davvero cosa può essere utile a un Comune medio-piccolo e se ci sono le risorse umane e materiali per sviluppare determinati servizi in modo da non investire in innovazioni tanto dispendiose quanto insensate, come si deve evitare di imboccare la strada di una raccolta dati immane che poi non si sa come gestire. In questo ultimo decennio la gara delle aziende per potersi occupare dell’informatizzazione dei Comuni è stata a tal punto insistente e caotica da rendere difficile – per chi amministra il bene comune – cosa scegliere. Essendo chiaramente un esperto della materia, mi sono mosso con la consapevolezza di cosa avesse bisogno Goito per diventare un paese più smart ma anche di cosa non servisse. Abbiamo lavorato molto nella direzione della digitalizzazione degli atti amministrativi, eccellente sia per il risparmio di carta che per il reperimento di informazioni, abbiamo reso possibile le iscrizioni on line dei cittadini ai servizi come i pagamenti.