Chiusa una porta, si apre un portale

Nicola Balloni NBmitech_BOARD

classe 1983, ha un entusiasmo per quel che fa che di rado si incontra fra le persone che da diversi anni fanno lo stesso lavoro. Lo si capta sia dal modo di raccontare che dai numerosi aneddoti che saltano fuori nel corso dell’intervista, in primis quando ci dice, con grande umiltà, che chi ha imparato di più fra le parti in gioco – professionisti di Mitech da un lato e clienti finali dall’altro – è stato proprio lui, lui che grazie al suo lavoro ha conosciuto tanti settori diversi e tantissimi modi di lavorare, anche molto lontani fra loro.

  • Ma tu cosa fai di preciso Nicola?

NB – Io con la mia laurea in ingegneria nasco come programmatore e in Mitech realizzo da più di dieci anni soluzioni in ambito web, in parole povere creo per i nostri clienti una finestra verso l’esterno, quindi verso i partner dell’azienda che possono essere i clienti finali (privati o aziende), l’ufficio acquisti, i fornitori, gli agenti di vendita e i dipendenti.

  • Puoi spiegare meglio il concetto di “soluzioni Web”?

NB – Noi facciamo diversi tipi di portali per le aziende a seconda delle loro necessità. Un portale già fornito da molte aziende tipo la nostra e che esiste da diversi anni – infatti il mercato è abbastanza saturo – è quello di vendita, cioè quello usato dagli agenti di commercio che lavorano su un territorio vasto e devono poter comunicare in diretta con l’azienda madre per fare un ordine al loro cliente. Oltre a disponibilità e prezzo di un bene, oltre alla facilità di inserimento dell’ordine, un portale completo di vendita è in grado di mostrare lo stato dei pagamenti del cliente, la statistica del numero di pezzi venduti per ogni categoria di prodotto per sapere su cosa puntare sia come marketing che come produzione, quali obiettivi sono stati prefissati dall’azienda e quali l’agente stesso ha raggiunto. Un portale su cui invece c’è molta meno copertura è quello dei fornitori e anche quello dei manutentori.

  • Ma cos’è il portale dei manutentori, insomma a cosa serve?

NB – Nelle aziende grosse ci sono magazzini per la manutenzione interna alla fabbrica spesso molto caotici e difficili da gestire perché tutto è demandato all’attenzione e memoria di chi ci lavora, al compilare a mano, a ricordarsi di scrivere che manca questo, a sapere quanti pezzi sono rimasti. La digitalizzazione di questi magazzini è una manna nella vita pratica dei tecnici-manutentori sia per sapere cos’hanno nei magazzini e scalare in automatico i pezzi usati, sia per sapere dove sono.

  • Ma Sap non fornisce un modo per farlo?

NB – Certo che lo fornisce, è un modulo di gestione che si chiama PM ma è iper-complesso e troppo laborioso da usare per i tecnici: noi invece creiamo un’interfaccia facile e intuitiva con poche parole chiave e la possibilità di essere usato anche da chi non sa nulla di computer. Per un’azienda abbiamo creato anche una app che segnala quello che c’è da fare per la manutenzione programmata e non eccezionale.

  • E di portali fornitori ne fate?

NB – Si perché per questo tipo di portale vi è tuttora un mercato fiorente in quanto molte aziende non l’hanno ancora installato, questo nonostante sia uno strumento fondamentale per il risparmio di tempo e denaro. Mi spiego meglio con un esempio: in un’azienda produttrice di macchinari per l’industria alimentare, capitava che servisse urgentemente un pezzo di ricambio; nel fare richiesta del pezzo al fornitore, non essendoci un’applicazione apposita, poteva capitare che si richiedesse un pezzo sbagliato, magari perché si inviava un disegno cartaceo della macchina presente in fabbrica che al fornitore pareva l’ultimo modello ma invece era il modello precedente. Se il fornitore di pezzi di ricambio mandava il pezzo sbagliato, l’azienda poi ritardava inevitabilmente la consegna della macchina al suo cliente finale andando incontro a pesanti penali. Da quando il dialogo fra ufficio acquisti dell’azienda e fornitore di pezzi viene gestito dall’uso di un portale, vengono meno perdite di tempo, imprecisioni e eventuali penali dovute a facili misunderstanding.

  • Altri tipi di portali che fornite?

NB – Ci sono i portali per le multiutily, le aziende di servizi al cittadino – tipo per acqua, gas, luce, immondizie. Il portale commerciale per queste aziende permette di vedere le offerte e sottoscrivere i contratti (si chiama switching) per cui io, cittadino e futuro cliente, posso fare tutto da casa. Poi c’è il portale per i già-clienti che permette di visualizzare le bollette, analizzare i propri consumi nei diversi periodi, pagare le bollette, attivare la domiciliazione bancaria. In alcuni casi si crea anche la app per fare tutto questo dal cellulare, incluso il pagamento.

  • Quale ambito ti piace di più del tuo lavoro?

NB – Quello che più mi arricchisce è il rapporto con le persone che lavorano nell’azienda, la possibilità di approfondire il rapporto col cliente attraverso il quale imparo processi e informazioni sul suo settore e le esigenze specifiche del loro modo di lavorare che poi riesco a sfruttare anche in altre aziende: ogni cliente mi permette di dare il meglio col successivo perché prendo tanti pezzi di qua e di là e li metto insieme per creare la soluzione più performanti. Questa è la vera forza dell’esperienza sul campo. E questo è possibile solo se il rapporto che instauri col cliente è di fiducia e collaborazione reciproca. A questo modo di lavorare – fiducia, ascolto, collaborazione, correggere e perfezionare in corso d’opera le scelte – si ispira tutto il mio team Mitech che è formato da sei persone: Giulia Bevilacqua, Chiara Ferrari, Daniele Somenzi, Emanuele Razzini, Omar Rubes. Questo è lo zoccolo duro, in più ci sono gli altri dipendenti Mitech che si inseriscono per progetti specifici.